Dal dentista

Non penso che a qualcuno piaccia andare dal dentista, non ci credo. Io capii che c’era qualcosa che non tornava quando da piccolo, la prima cosa che mi diceva il dottore dei denti, come lo chiamava mia madre per farmelo sembrare più buono, era Se fai il bravo ti do un lecca lecca.

Cioè, stai a farmi la predica che mangio troppi dolci e poi mi dai il lecca lecca? No no, c’era qualcosa che non mi tornava. E infatti, appena mi tolse il primo dente da latte che si era incastrato non so bene come alla gengiva, procurandomi una guanciotta da castoro, capii dove stava il trucco. Era una truffa bella e buona, sì signore.

Ora, io fortunatamente non ho alcun tipo di problema ai denti, stanno lì, tranquilli tranquilli, li lavo tre volte al giorno, di più se mangio in giro, non ho neppure una carie, però dal dentista ci vado ogni sei mesi per la pulizia dei denti. Secondo me il dolore dovrebbe essere un ottimo deterrente per evitare di aggravare la situazione dentiaria, più li tratti male, poi più lui è costretto a trattarti i denti e quindi, la conseguenza inevitabile, è il dolore.

Stamani ero dal dentista per la pulizia. Le poltrone ufficio in sala d’aspetto, che sono già insolite di per sé, erano piene di bambini urlanti. Avrei tanto voluto dirgli di fuggire, di non fidarsi dell’uomo col camice che gli avrebbe promesso dei dolcetti, ma non l’ho fatto. Erano tra il terrorizzato e l’euforico, urlavano con tutto il fiato in gola mentre giocavano tra di loro pur non conoscendosi.

Mi ha ricordato quanto era tremendo andare dal dottore dei denti, specialmente la prima volta che non sapevi bene cosa aspettarti.

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