Perché è un bravo ragazzo

 

Reduce di un compleanno e del noto detto la sera leoni, la mattina…., mi rendo conto di aver passato una serata veramente molto piacevole. Mi sono svegliato truccato da donna, e questo è probabilmente il nesso necessario con la quantità di brindisi che si sono susseguiti nel corso della serata. Anche il mal di testa micidiale è un segnale d’allarme e un indizio piuttosto chiaro di quel che deve essere successo ieri sera, un aiuto importante al mal di testa lo da anche l’aspirapolvere robot acceso della vicina.

Sono andato con gli amici a cena in pizzeria, quella che la fa al metro e in perfetto stile napoletano, e ci siamo ingozzati a dovere com’è giusto che sia. Non mi hanno fatto neppure guardare il portafoglio, pizza, birra, dolce, caffè e limoncello tutto offerto da loro che hanno fatto colletta per non farmi sborsare un centesimo.

Lo stesso discorso è stato valido per il proseguimento della serata, avvenuto nel nostro pub di fiducia, e sorretto con calici di birra da un litro a ripetizione continua. Mi hanno regalato un sacco di cose: una friggitrice professionale perché sono dei pazzi e perché dicono che il mio chiosco ambulante ha bisogno di un rinnovamento. Una cover per l’iPhone di Breaking Bad perché sapevano che la cercavo da una vita e il postino me l’aveva pure persa. Un libro sulle ricette migliori di hot dog e hamburger, per darmi qualche spunto lavorativo in più. La cena e il resto della serata, ed evidentemente anche una make up artist che mi ha truccato. Ah no, mi sa che era Ludovica, che ha sempre milioni di trucchi in borsa che non lascia mai a casa.

Nonostante il mal di testa, perché la birra io non la reggo più come una volta, mi sento veramente appagato dalla serata, mi sono divertito come un matto e ora mi ricordo di averne compiuti troppi per potermi permettere bagordi del genere.

Ho litigato con l’estetista 

La mia estetista, o forse dovrei dire la mia ex estetista, mi ha rovinato le sopracciglia. Andavo da lei da qualche mese, essenzialmente perché era la più conveniente nella mia zona, ma ora ho capito per quale motivo le sue tariffe erano così basse. Per una manicure, se andava bene, ci rimettevo un bel po’ di cuticole che mi facevano gonfiare le dita e talvolta, col freddo, mi sanguinavano anche. La pedicure non ho mai provato a farla da lei, perché ho qualche durone molto difficile da trattare e onestamente non mi fidavo. Ho provato una volta a farmi fare la ceretta alle gambe e mi sono ritrovata con tutti i capillari rotti su una coscia, il giorno prima di un matrimonio estivo di una carissima amica. Sono stata costretta a cambiare vestito all’ultimo minuto, scegliendo dei pantaloni, perché ero inguardabile.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultima volta che sono andata da lei, sabato scorso. Dovevo fare solo la ceretta alle sopracciglia e ai baffetti, una cosa che chiunque è in grado di fare. Era al telefono a parlare, sicuramente, non con un cliente, visto che stava raccontando le sue vicende amorose dell’ultimo periodo, ma nel frattempo continuava a lavorare. Con una mano soltanto mi ha strappato metà sopracciglia che chissà quando e se mi ricresceranno mai. Mi ha detto oddio scusami, per questa volta non importa che mi paghi. E ci mancherebbe anche! Sono uscita di lì come una furia, diretta verso il primo centro commerciale per comprarmi un epilatore a luce pulsata e tornare alle vecchie maniere forti che non mi hanno mai dato problemi.

Perché nonostante tutto ho continuato ad andare da lei? Perché è una madre single, ha due bambini e il negozio non le va bene, ci sono andata una volta per caso e mi è dispiaciuto sentirle raccontare la sua storia (mentre era al telefono), quindi mi sono detta facciamo un’opera di bene. Ora ho capito perché il negozio non le va bene!

Il risveglio che non vorresti mai

Stamani mi sono svegliata veramente molto bene, devo dire, in una maniera tale da non augurarla neppure al mio peggior nemico. In sostanza ero completamente bloccata, non riuscivo a distendere la schiena e camminare in maniera eretta, sono rimasta totalmente accartocciata come una molla e provare ad alzarmi mi ha comportato del dolore a profusione e molto abbondante lungo tutto il corpo.

Ho chiamato mia madre tra la disperazione più assoluta e il malumore, sottolineando anche basta, io oggi se riesco ad alzarmi ricompro il materasso nuovo, voglio dormire bene, basta! Non capiva, povera mamma, dato che ero a forma di “S” in piedi vicino al letto e neppure mi si vedeva la faccia, essendo costretta a stare rivolta verso il basso per il dolore che provavo quando provavo ad alzarla.

Mi ha dato un antidolorifico e appena mi è passato un po’ il dolore sono andata veramente alla ricerca di un nuovo materasso. Lo voglio in memory foam, lo voglio rigido e apposito per chi soffre di mal di schiena, non voglio più saperne di Voltaren o cose di questo tipo.

Ho iniziato a cercare quello perfetto per le misure del mio letto e mi sono letta un po’ di recensioni, che mi hanno chiarito molto le idee. Ho schiacciato il bottone colorato che recitava visita il sito web e ho chiesto qualche informazione ulteriore ai produttori di materassi memory per il modello che mi interessava.

Fra un paio di giorni dovrebbe arrivarmi, per cui, mal di schiena, inizia a preoccuparti. A dire il vero dovrei ricomprare anche la mia poltrona sulla quale lavoro, inizia ad avere i suoi annetti e a dimostrare qualche cedimento.

Tra l’altro mi sa che l’antidolorifico inizia a perdere l’effetto, perché comincio a sentire di nuovo l’impulso di trasformarmi in una S gigante per non dover sentire questo fastidio. Aiuto!

Odio i centri commerciali…

Ecco… come da titolo… odio i centri commerciali… o meglio odio andare al centro commerciale con la mia ragazza.

Qualche giorno fa mi ha costretto a fermarmi ad ogni vetrina, un vero e proprio supplizio, la ciliegina sulla torta è arrivata quando siamo passati davanti H&M, non solo ho dovuto passare 10 minuti davanti la vetrina ma sono stato costretto ad entrare e e fermarmi ogni metro.. che carino questo cappellino.. questi jeans come mi stanno ? … e questo maglioncino? Ti piace???

L’unica cosa che mi ha consolato sono state le facce atterrite degli altri fidanzati, che si trovavano nella mia stessa situazione. Mal comune mezzo gaudio… , anche se è di magra consolazione, ho comunque passato 2 ore a guardare vestiti e vestitini.

Il momento più tragico è stato però… quando usciti dal negozio di vestiti ha iniziato a cercare un altro negozio che vendesse delle extension capelli veri… cosa diavolo solo le extension mi sono chiesto? sfortunatamente ho avuto la pessima di idea di chiederlo anche a lei… il risultato è stato: una quarantina di minuti di spiegazioni su cosa fossero le extension, perché sono migliori quelle di capelli veri piuttosto che quelle sintetiche, i vari modelli, quelli con i fermagli quelle con le clip… e alla fine la spiegazione sugli strumenti che si potevano utilizzare.. le piastre i phon ecc ecc… insomma una vera e propria agonia.

Menomale che all’interno dei centri commerciali c’è sempre negozio di elettronica come ad esempio Mediawrld, in cui posso rifugiarmi, dove posso trovare cd musicali, film oppure qualche nuovo videogioco per la xbox, una vera e propria oasi.

In tutto ciò… … non siamo riusciti a trovare queste benedette extension… menomate che c’è internet.. in 5 minuti le ha trovate online e comprate.. non poteva pensarci prima?

C’è qualcosa che non torna

Forse ho dei grossi problemi io a rapportarmi con Google, forse gli esami che mi hanno costretto a fare all’università per imparare a utilizzare il pc non sono serviti a niente. Comincio a credere che, per rispetto della mia morale, dovrei tornare nella mia facoltà dove mi sono laureato (non col massimo dei voti), portare il libretto e chiedere che mi annullino il mio esame di informatica. Due crediti in più che, evidentemente, non mi sono meritato né mi merito attualmente.

Da cosa nasce questa mia profonda riflessione? Dal fatto che qualsiasi cosa io cerchi su Google, puntualmente non mi viene fuori niente di quello che avrei voluto trovarmi di fronte. Non parlo di nomi incomprensibili, magari stranieri, di autori di letteratura russa, di popoli mitologici o di leggi della fisica, parlo di una semplice ricerca in rete per trovare quello che mi serve.

Ho anche pensato di avere un virus gigantesco, un po’ di tempo fa ne presi uno odioso. Praticamente, nonostante la mia pagina di ricerca fosse Google, mi ritrovavo sempre a cercare le mie cose che erano di mio interesse su un’altra piattaforma. Era uguale al noto motore di ricerca, a prima vista sembrava tutto normale, ma al momento dei risultati notai la differenza. Per esempio se cerco pallone da calcio, di solito tra i primi risultati esce Amazon per poterlo comprare. Ecco, quando presi quel virus mi uscivano siti mai visti, di eshop sconosciuti e che puzzavano un pochino di truffa.

Formattai il computer e la cosa si sistemò da sola, e infatti ora non ho niente che non va da questo punto di vista. Deve essere proprio Google a odiarmi visceralmente. La mia domanda è la seguente: perché se cerco rasoio elettrico barba, mi vengono fuori epilatori e altri strumenti di tortura del genere?!

Personal trainer per me

Ho iniziato ad andare in palestra da qualche tempo e sono seguito da un personal trainer che mi ha dato non solo gli esercizi da fare, ma anche un piano alimentare ottimo per i miei bisogni. Non devo perdere peso, anzi, voglio metter su massa muscolare e diventare un piccolo mattoncino.

Ho sempre fatto esercizi da solo, a casa, con i pesi e tutto quanto ma non ho mai avuto i risultati che speravo, per questo, grazie a un’offerta della palestra vicino casa mia, mi sono deciso a iscrivermi. Per prima cosa mi ha fatto fare tutti i test necessari per capire il mio livello di allenamento e quello che avrei potuto migliorare man mano. Poi mi ha chiesto cosa mangio di solito in un giorno, gli ho detto tutto e mi ha spiegato che mangio troppo poco.

Mi ha dato un fac-simile di una dieta, che devo sottoporre a una nutrizionista una volta ogni tre mesi, per valutare se l’apporto calorico è buono per le mie abitudini. Mi ha anche fatto comprare un cardiofrequenzimetro professionale perché vuole iniziare a farmi correre, visto che in effetti nelle gambe ho poca resistenza e mi stanco subito.

Adesso devo smettere di fumare, perché mi rendo conto che in effetti è un deficit molto importante soprattutto contando le mie possibilità. Domani vado a vedere di comprare una sigaretta elettronica, mio nonno ha smesso di fumare e se ci è riuscito lui può riuscirci veramente chiunque.

Un regalo per me

Quest’anno ho deciso di non regalare niente a nessuno di materiale, né per i compleanni, né per le feste comandate, come per esempio il Natale. Non so, ma l’idea di dover relegare tutto quanto alla sfera del regalo in sé mi rende molto triste, se voglio donare qualcosa a una persona cara, glielo posso fare quando voglio, non quando me lo impone qualcos’altro.

E’ anche vero che si parla di una tradizione molto antica, quindi posso capire che ormai sia completamente assuefatta la società, ma non so, quest’anno ho deciso così. Però, il rovescio della medaglia, ovviamente c’è: non mi sono mai regalata nulla, ho deciso di stipulare un piccolissimo fondo di risparmi col quale investire nella realizzazione di un mio sogno, anche il più piccolo.

Intanto ho ordinato la macchina pane perchè, dalle ultime analisi, è stata evidenziata un’intolleranza al glutine che vorrei iniziare a tenere sotto controllo e mi sono regalata anche un tapirulan elettrico. Quello sarà il mio acquisto dell’anno, una mia personale tradizione che porto avanti da quando lavoro: mi faccio un regalo solo all’anno o al massimo due, qualcosa di tecnologico o di altro genere, che desidero particolarmente.

Ai miei amici e parenti regalerò un po’ di me, mi concentrerò per far sì che tutti possano passare il tempo che desiderano con me: amici, parenti, fidanzato. Farò con loro qualche viaggio, anche molto breve e vicino casa, ma solo con l’intento di stare insieme e condividere un’esperienza magnifica.

I ricordi, secondo il mio modesto parere, sono gli unici regali che vale la pena fare, perché quelli sì, rimangono per sempre dentro al cuore e rafforzano i legami.

Dal dentista

Non penso che a qualcuno piaccia andare dal dentista, non ci credo. Io capii che c’era qualcosa che non tornava quando da piccolo, la prima cosa che mi diceva il dottore dei denti, come lo chiamava mia madre per farmelo sembrare più buono, era Se fai il bravo ti do un lecca lecca.

Cioè, stai a farmi la predica che mangio troppi dolci e poi mi dai il lecca lecca? No no, c’era qualcosa che non mi tornava. E infatti, appena mi tolse il primo dente da latte che si era incastrato non so bene come alla gengiva, procurandomi una guanciotta da castoro, capii dove stava il trucco. Era una truffa bella e buona, sì signore.

Ora, io fortunatamente non ho alcun tipo di problema ai denti, stanno lì, tranquilli tranquilli, li lavo tre volte al giorno, di più se mangio in giro, non ho neppure una carie, però dal dentista ci vado ogni sei mesi per la pulizia dei denti. Secondo me il dolore dovrebbe essere un ottimo deterrente per evitare di aggravare la situazione dentiaria, più li tratti male, poi più lui è costretto a trattarti i denti e quindi, la conseguenza inevitabile, è il dolore.

Stamani ero dal dentista per la pulizia. Le poltrone ufficio in sala d’aspetto, che sono già insolite di per sé, erano piene di bambini urlanti. Avrei tanto voluto dirgli di fuggire, di non fidarsi dell’uomo col camice che gli avrebbe promesso dei dolcetti, ma non l’ho fatto. Erano tra il terrorizzato e l’euforico, urlavano con tutto il fiato in gola mentre giocavano tra di loro pur non conoscendosi.

Mi ha ricordato quanto era tremendo andare dal dottore dei denti, specialmente la prima volta che non sapevi bene cosa aspettarti.